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FASHION, LUSSO

L’industria fashion: tendenze, brand, influencer

3 Dic 2018

La percezione del mondo della moda e dell’industria fashion è oggetto di continui studi sociologici e demografici: un cambiamento nel comportamento di acquisti, infatti, può sensibilmente modificare un intero macrosettore che ha chiuso il 2017 con un fatturato di 54,12 miliardi, contando oltre 46mila aziende che danno lavoro a circa 400mila persone.


La survey, lanciata attraverso una campagna Friendz, ha una distribuzione geografica e per fascia d’età degli intervistati tale da garantire affidabilità statistica del segmento di popolazione italiana che accede ad internet ogni giorno, che corrisponde a una penetrazione del 47%.

In questa analisi sono stati approfonditi svariati aspetti legati all’industria della moda: dalla percezione della stessa in senso lato alle abitudini d’acquisto, per poi soffermarsi sulla brand reputation dei marchi globali e, infine, sul ruolo di fashion blogger e influencer nel processo decisionale d’acquisto.


CAPACITÀ E ABITUDINI D’ACQUISTO
La maggioranza dei rispondenti ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, un dato che, incrociato al reddito lordo mensile inferiore ai 500 €, si rispecchia nella limitata capacità e frequenza di spesa degli stessi.

Anche per questo motivo, i brand preferiti appartengono alla categoria del fast fashion: sono nella top 10 dei marchi preferiti dagli intervistati, e uno di essi viene addirittura citato tra i brand “aspirazionali”, risultato sorprendente ma giustificabile dalla limitata distribuzione della catena sul territorio italiano.


Le differenze di genere nelle abitudini di acquisto del panel si palesano quando gli viene chiesto se preferisce fare shopping in solitaria o in compagnia: emerge che le donne sono più autonome, mentre gli uomini si sentono più sicuri se ricevono consigli dagli altri. Una volta compreso chi ha le idee più chiare in fatto di acquisti, è importante individuare la principale ragione che spinge ad acquistare: se solo ¼ del panel afferma di farlo per sostituire capi usurati, è il desiderio di avere qualcosa di nuovo a spingere la metà degli intervistati a recarsi nei negozi.



INFLUENZE (E INFLUENCER)
I mezzi di comunicazione digitali sono le principali fonti per reperire informazioni sugli abiti “alla moda” da poter acquistare: dai social network ai siti internet, gli utenti dichiarano di seguire la moda e le sue tendenze, direttamente o indirettamente, che influenzano le abitudini di acquisto dei consumatori. Tuttavia solo meno della metà di essi le usa poi per fare acquisti, ed è presente persino un 28,01% del panel che resiste alle influenze e dichiara di non seguirle per nulla.



Da tenere sotto stretta osservazione è anche la percentuale in rapida crescita degli intervistati che dichiara di reperire informazioni da profili di fashion blogger: con Chiara Ferragni che fa da capofila, i brand ambassador si stanno facendo sempre più largo nel settore fashion, e i brand li dovranno considerare un asset sempre più significativo e game changing per le proprie strategie di comunicazione e marketing.